Donne nel Risorgimento
Quest'anno, in occasione del 150^ anniversario dell'Unità d'Italia, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha indetto un concorso nazionale dal titolo "Centocinquanta anni di contribuiti delle donne alla costruzione della Nazione, dello Stato, della Democrazia". L'iniziativa intende favorire una riflessione sul ruolo svolto dalle donne nel Risorgimento, dando un rilevante contributo al processo di unificazione dell'Italia e alla crescita democratica del paese. La classe 3^ I della Scuola Media Dante Alighieri parteciperà al concorso con l'opera “Le Donne Italiche, queste sconosciute”, un DVD multimediale composto da testi, immagini e musiche. Il lavoro, coordinato dalla professoressa Assunta Prato, è stato svolto da tutta la classe, con il coinvolgimento particolarmente attivo di un piccolo gruppo di alunni.
Assenti dai libri di storia, e quindi sconosciute, chi sono le donne italiche di cui si parla?
L'espressione è tratta dal testo di un'opera di Giuseppe Verdi, “Attila”, che nel 1846 infiammava gli animi dei patrioti: “Santo di patria indefinito amor!/Allor che i forti corrono /come leoni al brando/stan le tue donne, o barbaro,/sui carri lagrimando./Ma noi, donne italiche, /cinte di ferro il seno, /sul fumido terreno/sempre vedrai pugnar!/” (Aria di Odabella).
Sono le parole di vendetta di Odabella, quando Attila ha invaso la città di Aquileia e ucciso suo padre, che diventano il simbolo delle tante donne che parteciparono attivamente al Risorgimento. Scrivono i ragazzi della 3^I:
“Noi pensiamo che molte donne durante il Risorgimento abbiano realizzato cose più importanti di tanti uomini: alcune organizzarono ospedali o diressero giornali, in alcuni casi combatterono sulle barricate, aprirono i propri salotti al nuovo spirito libertario, accolsero gli esuli nelle proprie case, fondarono scuole e istituti professionali, asili per gli orfani, studiarono problemi sociali e del lavoro”.
Le ricerche degli studenti hanno preso in esame diverse figure di donne che si sono distinte durante il Risorgimento, e due in particolare hanno colpito e affascinato la loro immaginazione: Cristina Trivulzio e Virginia Oldoini.
Cristina Trivulzio, contessa di Belgioioso aprì il suo salotto agli intellettuali e agli esuli, finanziò insurrezioni in Piemonte, si impegnò a organizzare l’assistenza ai volontari che erano stati feriti combattendo a difesa della repubblica Romana. Per divulgare il progetto dell’ unificazione d’Italia fondò numerosi giornali: la “Gazzetta Italiana”, l’”Ausonio” e il “Nazionale”.
Completamente diversi, il ruolo e l'immagine di Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, che fu definita “la donna più bella del secolo”. Colta, intelligente e abile quanto avvenente, si servì del suo fascino per influire sulla politica europea, seducendo Napoleone III perché si alleasse al regno di Sardegna. Cavour l'aveva pregata di “convincere con qualsiasi mezzo” l’imperatore francese ad aiutare l’Italia nella guerra contro l’Austria, e lei riuscì a portare a termine con successo questa ed altre delicate questioni politiche e diplomatiche: che restano però avvolte dal mistero, perché dopo la sua morte il governo italiano fece distruggere tutte le lettere e i documenti riguardanti re, politici, papi e banchieri.
Chiara Lupano
